lunedì 3 maggio 2010

Dylan Dog "Humor"


Ho appena finito di leggere un gioiello. I disegni e i colori sono stupendi. Su tutti spicca Carnevale. Non ci sono più parole per dire quanto sia bravo questo illustratore! Questa tavola in cui Dylan Dog, ingrassando, diventa Tiziano Sclavi, poi è stupenda. La storia che mi è piaciuta più è stata quella di Gualdoni. Chi in qualche maniere ha avuto a che fare con le problematiche descritte in quella storia, può capire il perché. Ma c'è una cosa che proprio non capisco e non mi va giù. Perchè mai questo volume è stato denominato "humor"? Per lo stile di disegno forse? Non so, io da ridere ho trovato poco. A parte che la maggior parte delle battute fatte dire a Groucho erano abbastanza vecchie. Almeno io le avevo già viste o sentite. Forse le altre me le ero solo perse. Ma di divertente ho trovato ben poco, e la storia di Gualdoni, ad essere sincero, mi ha pure commosso. E' triste quando pure gi editori esperti e scafati pansano che in fondo basta un disegno non linearmente realistico per trasformare un fumetto in una "storiellina"...

3 commenti:

Paolo Motta ha detto...

Hai ragione, per esempio Cybersix e altri lavori del compianto Carlos Meglia avevano uno stile proteso verso l'umorismo, ma spesso erano commeventi o avventurosi.

Danilo ha detto...

Gli esempi sarebbero tanti! Ma proprio quella scritta sul volumetto mi sembra una notastonata...

Paolo Motta ha detto...

boh, forse perchè alla Bonelli sono più abituati al taglio realistico...però non saprei dire.